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79076536D142FFE5F28BFB10F32FD971.taxon	description	Maschi: Clypeus interamente nero (Fig. 1 f); colorazione dell’addome simile a quella delle femmine, principalmente arancione e coi tergiti 1 (base e disco), 5 e 6 neri (Fig. 1 b); gonostili leggermente curvi e largamente arrotondati all’estremità, valve larghe (Fig. 1 d).	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D144FFE1F28BFDD6F288DFC0.taxon	description	2002). Le osservazioni più recenti sono state do- cumentate in Slovenia (Gogala 2011) e in Grecia (Standfuss et al. 2011). La specie sembra raggiungere in Ticino il limite nord del suo areale, che potrebbe espandersi ulteriormente beneficiandO dell’innalZa- mento delle temperature. un’altitudine di 600 m (Fig. 2 a). L’entrata dei nidi, attorniata da un mucchio di terra, è sovente in prossimità di un sasso o una pianta che fungono da riparo (Fig. 2 b). Al ritrovamentO, tra fine settembre e iniZiO OttObre 2020, è stata Osservata un’alta attività di sOle femmine intente a rifornire i nidi con polline e nettare. I primi maschi, a decine, sono stati osservati l’anno seguente a metà settembre 2021. Essi pattugliavano la zona di nidificaZiOne, entrandO e uscendO dai nidi, alla ricerca delle femmine in fase di emergenZa.	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D146FFE0F28BFD13F12CDDFD.taxon	description	E. pollinosa è probabilmente oligolettica su Fabaceae (Zettel et al. 2011 e pubblicazioni citate). Le nostre osservazioni indicano infatti una preferenza per Trifolium pratense L.; la popolazione più grande è stata osservata in estesi campi di T. pratense e il pattugliamento dei maschi è quasi sempre stato osservato in presenza di questa pianta (Fig. 4). Un’OsservaZiOne di maschi intenti a pattugliare attOrnO a fiOri di Vicia cracca L., in assenza di T. pratense, indica che anche questa pianta potrebbe essere usata dalle femmine per la raccolta di polline. La situazione di E. pollinosa nella regione non sembra essere particolarmente critica, la specie è infatti probabilmente presente a discrete densità da Biasca e la bassa MesOlcina finO alle BOlle di Magadino.	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D148FFEFF28BFF12F2ADDD38.taxon	description	Prime osservazioni per il Cantone Ticino	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D148FFEEF28BFA99F17DDE6A.taxon	description	Altre specie rare	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D149FFEDF28CFEC7F11FDBFE.taxon	description	zona risaliva al 1948. Questo dato, dopo le diverse osservazioni della specie a Brè sopra Lugano, sembra mostrare che A. pubescens torni lentamente nei suoi siti di predilezione dopo quasi sessant’anni senza osservazione nel Cantone. La specie era infatti in passatO largamente diffusa. A Brè, diversi individui sOnO stati Osservati principalmente su Echium vulgare L. nel 2020. Nel 2021, una cinquantina di femmine sono state osservate rifornire i loro nidi nel muro di una casa tradizionale nel centro storico del paese (Fig. 7). I nidi erano scavati nelle fughe di cemento tra i sassi. Alcuni ingressi erano usati da più femmine, ma è probabile che la galleria principale si dividesse poi in diversi nidi.	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D14BFFEBF28CFDD7F27BDE6B.taxon	description	la fiOritura delle Brassicaceae, maschi e femmine sOnO stati Osservati in un pratO umidO pieno di Lysimachia vulgaris L. e Allium angulosum L. (Fig. 8). Le femmine raccoglievano polline sulle due specie, mentre i maschi volavano tra le piante di Allium cercando le femmine e raccogliendo travolta nettare.	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
79076536D14DFFE9F28CFF7BF23DD9F9.taxon	description	Fig. 9. Femmina di Thyreus histrionicus (Illiger, 1806) che si nutre di nettare su Calamintha nepeta aggr. (Lamiaceae). La quantità di dati raccolti re- (Foto D. Bénon) lativi a specie nuove o ritenute Considerazioni generali estinte indica quanto il Cantone Ticino, come del resto il sud delle Alpi, sia stato sotto-studiato fino ad oggi rispetto al resto del paese. Al contempo, i campionamenti effettuati durante gli ultimi due anni confermano l’alto potenziale di questa regione in relazione alla diversità di api selvatiche. Molte specie rare sono state osservate per la prima volta in diversi luoghi, alcuni dei quali già conosciuti e protetti per il loro alto valore naturalistico (p. e. Bolle di Magadino, Gole della Breggia). Unitamente ai risultati dei recenti campionamenti fatti sia nel contesto dell’aggiornamento della Lista Rossa delle api selvatiche sia di altri progetti, come i monitoraggi nel prato secco dell’ex aerodromo di Ascona, queste scoperte offrono una buona base di conoscenze per lo studio e la protezione di questi insetti nel Cantone Ticino. Allo stato attuale, i risultati ottenuti in questi due anni di prospezioni esplorative costituiscono infatti una base per monitoraggi futuri e per la salvaguardia delle specie e delle popolazioni rilevanti riportate in questo contributo. Questi risultati mostrano a livello ticinese due principali tendenze per le api selvatiche: i) la capacità di numerose specie rare di mantenersi in diversi siti estensivi di dimensioni ridotte e ii) il potenziale della regione come terra di accoglienza di nuove specie in espansione da sud. Tuttavia, queste notizie incoraggianti vanno accolte con cautela. In primo luogo, le nostre osservazioni si sono limitate a siti con alti valori ecologici e quindi con alto potenziale. La conferma dello status eccezionale di questi siti per le api selvatiche è quindi solo una mezza sorpresa. In secondo luogo, la situazione generale delle api selvatiche rimane molto preoccupante, con probabilmente il 40 – 45 % delle specie minacciate a livello svizzero (Widmer et al. 2021). L’imminente pubblicazione della Lista Rossa (Müller & Praz in prep.) permetterà di concretizzare la protezione di queste specie. La tutela e la conservazione nel tempo delle popolazioni osservate e conosciute di specie importanti, anche su piccole superfici, vanno verificate e attuate sin da subito. Si tratta di tutelare le stazioni che non sono già inserite in oggetti formalmente protetti e di verificarne le condizioni gestionali o gli imminenti fattori conosciuti che possano mettere in forse le popolazioni esistenti. La recente creazione di un posto di coordinatore cantonale per la promozione della protezione e della conoscenza delle api selvatiche va vista in questa ottica e accolta positivamente. Oltre alla valorizzazione di siti noti con alto valore naturalistico, una parte importante della sfida per la conservazione a lungo termine delle api selvatiche dipenderà dagli sforzi per colmare le lacune nella conoscenza faunistica di quegli habitat gestiti più intensivamente e perciò ritenuti poveri. Questi ambienti, quali le zone agricole, rischiano infatti di essere meno considerati nelle misure di conservazione. Risultano perciò vitali da un lato la messa in rete degli habitat pregiati per contrastarne la frammentazione e, dall’altro, il consolidamento delle conoscenze faunistiche in habitat meno pregiati; occorre inoltre che anche questi ultimi vengano pure considerati nella progettazione di misure di conservazione. In questa ottica va incentivata la creazione di strutture adeguate (strisce di fiori, siepi, scarpate a gestione estensiva, piccole strutture, ecc.) nelle zone impoverite tenendo conto specificatamente dell’apifauna, per permetterne il movimento e la colonizzazione di nuovi habitat.	it	Bénon, Dimitri, Giollo, Lorenzo (2022): Nuove osservazioni sull’apifauna del Cantone Ticino e note sulla loro biologia (Hymenoptera: Anthophila) DIMITRI BÉNON & LORENZO GIOLLO. Entomo Helvetica 15: 29-46
